L'Auditorium Parco della Musica di Roma è stato progettato dal celebre architetto italiano Renzo Piano. A pochi passi dal centro, vicino San Pietro, si sviluppa su un'area di 55.000 m² tra Villa Glori, la collina dei Parioli e il Villaggio Olimpico. Oltre a tre sale da concerto la struttura comprende anche il Teatro Studio, tre diversi studi di registrazione ed il foyer che collega le varie aree. Sono stati aperti un bar, un bar-caffetteria e un bar-ristorante e una grande libreria. Il complesso ospita anche gli uffici della Fondazione Musica per Roma, che gestisce la struttura. L'Auditorium di Roma, conosciuto da tutti, sia da italiani che stranieri è una delle mete preferite per poter trascorrere delle serate piacevoli. Ogni anno l’Auditorium è sempre affollato da persone di tutte le età, da giovani, adulti, anziani e famiglie.
Renzo Piano, incaricato della realizzazione del nuovo Auditorium di Roma, ha ideato tre monumentali sale come tre gigantesche casse armoniche.
La struttura ricorda sia all' esterno che all'interno degli "scarabei" o degli "armadilli" che si fondono tra di loro, sono proprio queste forme sinuose unite all'attenta scelta dei materiali, a restituire una qualità di suono superiore.
La realizzazione tecnica delle tre Sale per la Musica rende il progetto di Renzo Piano eccezionale non solo per le soluzioni architettoniche ideate, ma anche per il grado di perfezione acustica raggiunto in ciascuno degli ambienti. Le tre costruzioni spiccano con i loro rivestimenti in legno bombato e le coperture in piombo in mezzo al verde di un grande parco alberato e creano una sequenza di volumi fortemente connotati.
La Sala Santa Cecilia, la più grande con 2700 posti a sedere, è coperta da un imponente "contro soffitto", vera e propria innovazione concettuale, formato da gusci in legno di ciliegio americano (180 metri quadri ciascuno), regolabili per ottimizzare il suono. E' stata studiata per i grandi concerti sinfonici.
La Sala Sinopoli, da 1200 posti, è la più flessibile delle tre, grazie alla possibilità di adattare le dimensioni della scena e la disposizione delle sedute secondo il tipo di spettacolo può ospitare sia concerti di musica contemporanea che balletti.
La Sala 700 è configurata classicamente come un teatro tradizionale, ha una configurazione simile a quella dei teatri storici, con la fossa per gli orchestrali e la struttura scenica di tipo tradizionale anche se movibile, è in grado di ospitare opere liriche, concerti di musica da camera o barocca e spettacoli teatrali.
L'auditorium è anche fornito di sistemi per la registrazione video e sonora degli eventi e di impianti per l'illuminazione teatrale d'avanguardia. L'anfiteatro, che fa da fulcro alla disposizione delle sale per concerti, dà luogo ad una quarta sala all'aperto che può ospitare rappresentazioni e concerti per 3000 spettatori. Concerti si possono tenere anche nel Foyer che è stato concepito come uno spazio urbano: da esso si può accedere radialmente a tutte le strutture interne.
L'Auditorium di Roma si propone, dunque, come uno spazio nuovo, moderno, d’avanguardia, uno tempio della Musica che porta Roma alla ribalta non solo nel campo delle Arti Musicali ma anche nell’ambito dell’Arte e dall’Architettura Contemporanea.
A completare il progetto ci sono sale prova che possono trasformarsi in sale di registrazione, una biblioteca multimediale, un museo di strumenti musicali, uffici, bar e ristoranti, spazi commerciali ed un ampio parco attrezzato, rendendo l'Auditorium di Renzo Piano non solo il più grande centro per la musica d'Europa ma anche un importante elemento di aggregazione e di riqualificazione urbana per Roma.
Durante le operazioni di scavo sono stati rinvenuti reperti archeologici risalenti al VI secolo a.C.: una residenza rurale, che si estende su una superficie di 2.500 metri e documenta, con le sue stratificazioni, oltre otto secoli di storia .
Questo importante ritrovamento ha portato l'architetto ad operare una variante al suo progetto: allargando l'angolo tra gli assi delle tre sale per concerti, è riuscito ad inserire le rovine romane nel complesso, valorizzandole con la creazione di un piccolo museo archeologico. I materiali scelti da Piano sono quelli della storia di Roma: il travertino, che riveste le gradinate della cavea , il foyer e gli ingressi alle sale; il mattone, che segna tutte le strutture in alzato e il piombo dei gusci delle tre sale, che ricorda le cupole barocche donando a quest'architettura del futuro un alone classico.