FONTANA DELLE TARTARUGHE A VENEZIA - ALBERGHI, B&B E APPARTAMENTI VICINO A FONTANA DELLE TARTARUGHE
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Fontana delle Tartarughe

La splendida fontana delle Tartarughe è una creazione magica di Giacomo della Porta che fonde mirabilmente acqua, architettura e scultura; essa risulta inoltre felicemente inserita in un angolo di Roma rimasto piuttosto simile al momento della sua costruzione. Nel 1570 una fontana doveva trovar posto nel vicino ghetto, in piazza Giudia, ma l'intervento della potente famiglia Mattei fece sì che essa venisse costruita qui (1581), mentre il ghetto ebbe la sua fontana, solo nel 1591 (fontana di piazza delle Cinque Scole).
A livello del terreno è una vasca, delimitata da una larga fascia in travertino, di forma quadrata con spigoli arrotondati; al centro di questa si erge un basamento, dai cui angoli sporgono quattro originali conchiglie in portasanta. Il balaustro di marmo bianco chiaro, perno e raccordo di tutta la composizione, è coronato da un catino in bigio africano, sulla cui superficie inferiore quattro testine di putti (piccoli bambini dai visi angelici) soffiano l'acqua nella vasca sottostante.
Al centro della vasca quadrangolare, trovano posto quattro grandi conchiglie di marmo al di sopra delle quali quattro efebi di bronzo immobilizzano, ponendo loro un piede sulla testa, altrettanti bronzei delfini . Gli efebi, tutti nella stessa postura, alzano un braccio verso la sovrastante conca di marmo sembrano spingere le tartarughe ad abbeverarsi nella vasca superiore. La fontana fu realizzata su un progetto di Giacomo della Porta alla fine del Cinquecento, gli efebi in bronzo, a cavallo dei delfini, sono stati realizzati dallo scultore fiorentino Taddeo Landini e al quale, nel 1658, vennero aggiunte le tartarughe che danno il nome alla fontana, opera di uno scultore sconosciuto. Si è pensato anche a Bernini come possibile autore dell'opera, ma la voce non è fondata: fu forse un suo allievo a compierla e questo giustificherebbe la somiglianza di stile con l'illustre scultore.
La fontana fu fatta erigere nel luogo attuale dal duca Antonio Mattei. Alla fontana si lega un episodio sicuramente leggendario anche se il protagonista è realmente esistito: uno dei tanti duchi Mattei, che abitava nel palazzo di famiglia (quello che si vede oggi dietro la fontana), era prossimo alle nozze. Ma il nobiluomo perse al gioco in una notte tutti i suoi averi e il futuro suocero, saputo il fatto, gli fece dire che il matrimonio non si sarebbe più celebrato. Il duca montò su tutte le furie e decise di dimostrare che, anche senza un soldo in tasca, era pur sempre uno dei signori più potenti di Roma, in grado di ottenere quel che voleva con la sola garanzia del nome. Fece così costruire in una sola notte, proprio davanti a casa sua, la splendida fontana e il mattino seguente invitò a palazzo la promessa sposa col padre. Scelse la finestra migliore per contemplare il capolavoro, fece affacciare gli ospiti ed esclamò: "Ecco cosa è capace di fare in poche ore uno squattrinato Mattei!". Riebbe la mano della ragazza, ma per dimenticare il tracollo e l'umiliazione subita fece murare la finestra, come ancora oggi appare.
Numerosi interventi di restauro sono stati effettuati nel corso dei secoli. Fra quelli realizzati nel XVIII secolo si segnala l'intervento del 1750, collegato alla celebrazione dell'Anno Santo. Ulteriori interventi di pulitura vennero effettuati nei secoli seguenti, fino all'ultimo sui bronzi, eseguito nel 1977-1978, in occasione del quale si è provveduto ad installare anche un impianto di depurazione delle acque per contrastare la formazione dei depositi di calcare (recentemente completamente rinnovato). Nel 1979, infine, in seguito al trafugamento di una delle tartarughe, si decise di rimuovere i tre originali superstiti per collocare sull'orlo del bacino quattro copie.
A parte il suo valore artistico, quando fu costruita, la fontana era anche un’opera utile e necessaria per l’approvvigionamento idrico della città, la fontana era alimentata dall’acquedotto Vergine.
Altra curiosità storica è che la fontana era stata inizialmente prevista nella vicina piazza dove si teneva il mercato della comunità ebraica, ma Muzio Mattei fece pressioni perché fosse costruita al centro della piazza dove sorgevano i palazzi della sua famiglia.
 

 

 

 


 


 







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