Palazzo Labia è una fastosa dimora barocca settecentesca costruita tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, su progetto dell'illustre architetto del tempo
Andrea Cominelli.
La famiglia Labia, composta da mercanti catalani giunti a Venezia verso la prima metà del cinquecento, dopo aver contribuito con un'ingente somma alla Guerra di Candia, nel 1646 acquista il diritto di far parte della nobiltà veneziana e costruisce questo palazzo come sua prestigiosa dimora.
Ingenti risorse nell'arredamento del Palazzo vengono subito spese dalla famiglia che, in occasione delle nozze di Paolo Antonio Labia, ingaggia i migliori artisti dell'epoca, tra i quali
Giambattista Tiepolo. Suo il grande ciclo di affreschi nel Salone delle Feste, realizzato fra il 1745 e il 1750, dedicato alle storie di Antonio e Cleopatra.
Le scene sono della vita di Cleopatra ma l'ambientazione è veneziana, infatti l'abbigliamento della regina è quello di una nobile signora del XVI secolo. All'altera regina, che tante passioni suscitava, il grande pittore settecentesco dedica i due grandi affreschi simmetrici che la ritraggono nell'Incontro e nel Banchetto con Antonio.
Il
Salone delle Feste è stato sottoposto più volte a restauro, anche se la parte più a rischio di distacco degli affreschi è quella relativa al Banchetto tiepolesco, scompaginata sia a causa di vari restauri, sia per l'uso intensivo della Sala da ballo.
Affiancato alla Chiesa di San Geremia, l'edificio, costruito in pietra d'istria, è situato vicino alla confluenza del Canale di Cannaregio nel Canal Grande, verso i quali rivolge le due facciate più antiche; la terza guarda su Campo San Geremia.
Le facciate sui canali, attribuite variamente ad Andrea Cominelli, ad Alessandro Tremignon ed al figlio Paolo, riprendono modelli del Longhena. Presentano un pianterreno dorico bugnato e piani superiori di ordine ionico e corinzio con finestre ornate da mascheroni e balconate continue. Sull'attico sono scolpite le aquile araldiche dei Labia, alternate ad oculi ovali.
La facciata sul campo, realizzata intorno al 1730, riprende, semplificandolo, lo stile delle altre due; non è certa l'attribuzione del disegno a
Giorgio Massari, che sicuramente aprì all'interno il monumentale Salone da ballo.
Passato da un proprietario all’altro, il palazzo gradualmente perse la grandezza di un tempo e fu destinato a usi diversi: fu sede di una fondazione religiosa, scuola e dormitorio pubblico. Nel 1964 divenne proprietà della RAI, che ne iniziò il restauro.
A circa quarant'anni dall'ultimo intervento, i dipinti saranno interamente restaurati dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, che da anni ne monitora le condizioni. I lavori, dopo le ultime indagini conoscitive, dovrebbero durare circa due anni. Ma dopo di essi il prezioso Salone del Tiepolo non potrà più essere usato in modo intensivo.
Gli affreschi possono essere visti su appuntamento o in occasione di concerti.
Apertura al pubblico:Mercoledì, giovedì, venerdì, dalle 15.00 alle 16.00, previa telefonata
Ingresso gratuito/free admission
Come arrivare:Campo San Geremia 275, Venezia, 30131
Stazione: Ferrovia, linee 1-82 Actv